Storie Libera-Te

Non siamo le violenze che abbiamo subìto, siamo il coraggio con cui le abbiamo affrontate

Mio padre era violento, mi ricordo il terrore che avevo di lui.

Illustrazione di Luisa Ilustra

Ho 32 anni e questa è la mia storia:
Credo sia giusto partire dalla mia infanzia.

Sono cresciuta in mezzo alle urla e alla violenza. Mio padre era violento e mi ricordo perfettamente il terrore che avevo di lui. Quando mangiavamo a tavola, che nessuno poteva parlare, mi ricordo le botte ogni volta che non andava bene qualcosa…io di mio padre mi ricordo solo il terrore. Nonostante ciò mia madre ha fatto di tutto per crescerci nell’amore (ho un fratello). Mia madre dopo anni di violenza si separa da lui, io facevo più o meno la terza elementare. Da lì è iniziato per mia madre il calvario per il mantenimento, mio padre si è vendicato su di lei non dandoci quello che ci aspettava e la cosa peggiore di tutte, non veniva mai agli incontri stabiliti dal giudice. Veniva a prenderci sempre più raramente, ricordo un solo natale passato con lui da quando si erano separati. Della mia infanzia ricordo le urla e io che pregavo che la smettessero, mi ricordano i carabinieri intervenuti forse per un litigio…della mia infanzia ricordo il dolore di mia madre, ma nonostante ciò, non ci ha mai parlato male di lui, mai una parola di odio, la ringrazierò sempre per questo. Non ci ha fatto mancare mai niente e con l’aiuto dei miei nonni, abbiamo vissuto un’infanzia per quanto possibile serena. Noi cresciamo senza di lui, non ricordo che è mai venuto a una recita scolastica. Negli anni a seguire, gli ho domandato del perché non ci mai cresciuto la sua risposta è sempre stata che la colpa era o di mia nonna (materna) o di mia madre.

Noi cresciamo, mia madre ha fatto sempre in modo che non ci mancasse niente, ma io sono ribelle e a volte aggressiva. Mia madre ci soffriva per questo. Andavo sempre più alla ricerca di persone sbagliate, che nella mia testa li vedevo come forti e di potere…negli anni a seguire questa mia ambizione mi porta ad assaggiare la droga e a frequentare uomini di quel genere, e da qui sono nate le prime storie di violenza.
Il mio ex ragazzo ragazzo ero un violento, e mi tradiva con le prostitute. Una volta mi ha minacciato con il coltello, un’altra volta mi ha rotto la macchina a suon di pugni, un’altra volta ancora mi ha strappato i vestiti che indossavo, picchiato e lasciato per strada. Nonostante ciò non riuscivo a lasciarlo, mi lasciò lui per un’altra. Oggi mi vergogno solo al pensiero di esser stata con lui. Mi bruciò anche la macchina, all’epoca nessuno aveva visto chi era perciò non ho potuto denunciare.

Mia madre muore di cancro, ho un grande rimpianto nella mia vita, non essergli stata vicino in questa lotta, e soprattutto non avergli dato la tranquillità che si meritava.
Poi conosco un’altro ragazzo, lavora in Svizzera, mi trasferisco lì da lui, anche lui si drogava. Anche lui un violento, una volta mi ha dato un calcio talmente forte che non so neanche oggi come ho fatto a riprendermi.

Mi lascio ritorno a Roma.
Mi dico ok, è ora che cambi, è ora che la fai finita con questo ambiente e perciò smetto di drogarmi. Vado a lavorare seriamente, mia madre già non c’era più e perciò mi sono fatta forza a cavarmela da sola, tra bollette e gestire casa.
Sono una ragazza in rinascita che ha chiuso con quella merda. E così sono passati gli anni, ho avuto altre brevi storie ma niente di interessante.

Poi ho conosciuto lui, quello che è oggi il mio fidanzato.
Lui è laureato con un buon lavoro, lui ha già una bimba di 3 anni (quando l’ho conosciuto 1 anno e Mezzo), lui quando nacque la bimba già si erano separati. Lui era il tipo di ragazzo che prima non lo avrei mai considerato, lui non c’entra niente con la strada che ho conosciuto io, lui è un “bravo ragazzo”. Mi innamoro, lui anche e ci mettiamo insieme, finalmente li dico “sono guarita,” adesso mamma sarai orgogliosa di me, ho vicino a me un ragazzo d’oro. Andiamo a vivere insieme. Ma tempo qualche mese e i problemi cominciano a subentrare. All’inizio la colpa era della mamma troppo invadente, e in tutto questo non sono mancati gli insulti da parte di lui nelle nostre litigate. Tante mancanze di rispetto, dove mi sono sentita sola nei momenti di bisogno. Anche se in forma più lieve quella sensazione di incubo ricomincia a farsi strada…questa estate ho attacchi di panico spaventosi, da li mi sono detta ok devi cambiare qualcosa. Piano piano mi arredo casa dove abitavo, e mi riporto qualcosa all’oscuro di lui, quella casa è il mio porto sicuro dove non ci deve entrare nessuno se non io nei momenti di sconforto. Non riesco comunque a lasciarlo, nonostante l’infelicità che si è creata, non voglio lasciare “,questo bravo ragazzo”…forse sono ancora innamorata. Riprovo con lui, fino a che non ce l’ho fatta e ritorno a casa mia, tempo qualche giorno e ritorniamo insieme. Lui però diventa più aggressivo, mi urla in faccia e mi dice che non valgo niente, che sono una troia che mia madre è una merda che non mi ha saputo educare…fa gesti bruttissimi per farmi sentire in colpa, che mi vergogno anche a scriverli. È ritornato per me quello che è stato un incubo, forse in un’altra forma ma la sensazione è la stessa…l’ho perdonato ancora, anche perché se provo a lasciarlo mi fa sentire in colpa o una nullità.

Scrivo qui perché voglio capire, dove sbaglio ? Perché mi trovo sempre in queste sensazioni? A volte mi domando se non e colpa mia che li trasformo io in persone così, o forse ho un’attrazione per queste persone complesse, proprio perché ho vissuto tutto questo nella mia infanzia?
Spero di trovare qui la mia risposta

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Paghi una separazione con la vita se non stai attenta

  1. Anonimo

    Ciao amica 32 enne,
    di brutte esperienze nonostante la tua giovane età ne hai collezionate che basterebbero per tutta la vita. La consapevolezza con la quale le stai valutando è l’unico modo che c’é per uscirne, sembra banale ma senza passo n°1 non si và da nessuna parte. Quindi ti dico coraggio adesso non ti fermare. Mi sono riconosciuta in una parte della tua storia e, parlandoti da sopravvissuta, ti posso dire che è possibile! Le scelte sbagliate che facciamo nella vita non si cancellano è vero, lasciano cicatrici, è vero, ma come sarà il giorno dopo le botte dipende solo da te. C’è una cosa importate da fare: iniziare ad amarti tu per prima, più di quanto ti possa amare qualsiasi altro essere umano. C’è un’altra cosa da fare: perdonarsi per gli errori commessi e tendere una mano a quella donna che ha sbagliato. Così posso riassumere il 2° passo: smettere di odiarsi. Il passato non si cancella ma si può cambiare in maniera rivoluzionaria l’emozione legata al ricordo. Tutto questo non lo fare da sola, trova delle amiche che ti possano capire, se non ne hai ci sono i collettivi femministi e i centri antiviolenza. Ti meriti di più, su questo sarai d’accordo con me. Il futuro non è ancora scritto. Ti abbraccio forte.

  2. BB

    Consiglio vivamente di iniziare una psicoterapia. Stai facendo tanto ma non devi fare tutto da sola.
    Io ho affrontato un bel percorso e mi sono lasciata alle spalle certi tipi di relazioni morbose.
    Ti meriti il meglio. Un abbraccio.

  3. Anna M. Liberata

    Anche io ho vissuto con un padre violento, ma anche con una madre sadica. Anche io ho sofferto molto, e ho risolto i miei gravissimi problemi solo con l’ipnosi in tarda età, in cui ho scoperto ciò che NON ricordavo: gli abusi di ogni genere, botte, fame, abusi psicologocici e sessuali e violenze di ogni tipo che avevo rimosso. Se tu insisti a cercare gli uomini che ti denigrano, è perchè tenti di trasformare in “buoni” quelli che sono stati cattivi, come tentano INVANO sempre di fare i figli per correggere i genitori che ancora hanno dentro la loro mente. Il fatto che tua madre abbia voluto anche lei dare una versione “buona” di tuo padre, che in realtà si è comportato come un VERO DELINQUENTE, non ti ha aiutato, perchè tu forse ti domandi ” Come mai ci trattava così, se era buono? Non sarò io che ho COLPA di questo? Non sarà che io sono quella CATTIVA?” Se i genitori NON ci amano, noi figli pensiamo che è colpa nostra. La NON-verità di tua madre ti ha incasinato. Invece no, i genitori che non ci amano, ci ODIANO, e NON è COLPA nostra! Ci sono genitori che ODIANO, e ce ne sono tantissimi! Quindi smetti di comportarti da cattiva per SALVARE TUO PADRE, che è un vero STRONZO, mandalo a vaffa, e basta! Così vedrai che potrai mandare a vaffa pure quello che gli SOMIGLIA, e che ti tratta come un rifiuto, e che tu non hai il dovere do salvare! Non è colpa tua se tuo padre ti odiava, non è colpa tua se tua madre ha sbagliato a dire che in fondo non era cattivo. SALVATI tu! Tutto questo non è facile, perchè significa che tu devi accettare di non essere stata amata, ma è l’unica verità quella che può portarti fuori dai casini in cui stai, la verità è dolorosa, ma è l’UNICA cura! Io, fossi in te, cercherei una psicoterapeuta che sia anche capace di fati l’ipnosi, perchè forse ci sono terrori che hai dimenticato. Abbi fede, che se ne esce! Io sono uscita da cose terribili! Ma bisogna essere molto CHIRURGICI, tagliare via i ponti, altrimenti NON se ne esce.

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